Programma

L’Antichità e la costruzione del futuro nel secolo dei Lumi

Nel corso del XVIII secolo, una nuova interpretazione del passato trasforma radicalmente la prospettiva fino a quel momento dominante e l’approccio verso la tradizione. L’Antichità rappresenta un’eredità imprescindibile, la fonte di una memoria condivisa coerente con il cosmopolitismo dei Lumi, un immaginario allo stesso tempo affascinante e familiare. Nel corso dei grandi eventi storici che caratterizzano il XVIII secolo (le crisi e le lotte dinastiche, le rivoluzioni americana e francese, le diverse esperienze repubblicane, l’età napoleonica) il riferimento ai modelli politici, istituzionali, giuridici, filosofici del mondo greco e romano costituisce una fonte d’ispirazione e un termine di paragone costante. L’arte, la letteratura, il teatro, la musica si rapportano ai temi e alle forme espressive dell’Antichità classica. Le scienze e le tecniche si rinnovano rispetto al bagaglio di conoscenze tradizionali. L’archeologia, la museologia, la scienza del libro, l’erudizione si sviluppano anche grazie all’esigenza di conoscere e di classificare il mondo antico in modi diversi. Tuttavia, la prospettiva critica e analitica del secolo modifica anche il rapporto con l’Antichità, che è ripensata e modernizzata. Questa nuova visione dell’Antichità diviene un nuovo termine di confronto con il mondo moderno, che sarà tramesso al secolo successivo, quando nuovi modelli culturali saranno stabiliti sulla base di una relazione difficile e complessa con la tradizione. Non si tratta più dell’opposizione tra “antichi” e “moderni” che aveva dominato l’orizzonte culturale dal Rinascimento al XVII secolo: la celebre formula “nani sulle spalle di giganti” non è più applicabile al nuovo secolo. Il XVIII secolo ridefinisce i fondamenti della conoscenza considerando non soltanto le forme dei saperi, ma anche la condizione e la realizzazione effettiva della vita umana. Una frattura profonda si crea allora rispetto al passato, a partire dalla quale nascono le condizioni per costruire il futuro e per elaborare i nuovi modelli del pensiero e le nuove forme dell’espressione. Modelli e forme che si svilupperanno fino all’età contemporanea. 
La sfida che il Congresso dell’ISECS-SIEDS si pone è quella di cogliere il senso e il significato profondo di questa trasformazione, che chiama in causa tutti gli ambiti del sapere e può essere analizzata secondo un'ampia varietà di prospettive interpretative e di approcci metodologici. 

Il programma del Congresso comprenderà delle sessioni plenarie, delle sessioni tematiche, delle tavole rotonde e delle comunicazioni individuali. Le lingue nelle quali sarà possibile presentare la propria comunicazione sono l’inglese, il francese e l’italiano.

Una prima versione del programma sarà disponibile alla fine del mese di marzo del 2023.